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I bambini che durante l'infanzia utilizzano un numero limitato di e tendono a perseverare nel pronunciarle in modo storpiato andrebbero sottoposti ad un pediatra esperto.

Questi, basandosi anche sulle esperienze della famiglia (presenza di casi di disturbi dell'apprendimento), deve essere in grado di indirizzare il bimbo verso strutture competenti che siano in grado di fare una corretta diagnosi.

Entrando nel pratico, un momento importante per bimbi e genitori giunge alla conclusione del primo anno delle scuole primarie. Ci sono in questo momento di vita delle caratteristiche peculiari che permettono a genitori ed educatori di riscontrare possibili segnali:

  • Il bambino scrive e legge troppo lentamente
  • Non riesce a sillabare correttamente le parole
  • Non riesce a scrivere chiaramente in stampatello
  • Non riesce ad associare correttamente i suoni alle parole scritte

Se si riscontrano una o più di queste caratteristiche allora è bene consultare uno psicologo per effettuare la diagnosi. Sono molti i centri in Italia che offrono in materia consulenze gratuite. Come già sottolineato perchè si tratti di DSA il bambino non deve avere alcuna carenza intellettiva o sensoriale. La diagnosi effettiva viene effettuata alla fine del secondo anno della scuola primaria.

 Negli anni passati si è spesso fatto ricorso prevalentemente alla logopedia per fronteggiare il disturbo in quanto i bambini dislessici, presentano, come primo sintomo, difficoltà di separare i fonemi in ciascuna parola.

Oggi lo studio della dislessia ha evidenziato che tale condizione può determinare non solo errori nel parlare, ma anche nello scrivere e nella lettura ad alta voce, problematiche che possono presentarsi singolarmente o associate.

E’ quindi chiaro che il percorso va personalizzato in base al soggetto, alle sue caratteristiche psicologiche, alle sue capacità ed al livello di difficoltà.

Chi deve aiutare il bambino dislessico.

La dislessia evolutiva non è classificabile quale malattia dato che non è una sindrome transitoria e non ci sono rimedi e terapie per eliminarne tale caratteristica.

Affrontare la dislessia è un lavoro di equipe che parte dalla famiglia e dalla scuola e finisce in centri specializzati dove agiscono medici diversi:

I genitori, Approfondire il problema con l'aiuto di strutture e professionisti adeguati e interfacciarsi con gli insegnanti per stabilire una strategia comune. Supportare il bimbo nei compiti scolatici a lui richiesti anche grazie all'ausilio di strumenti diversi dalla lettura ad esempio audiolibri, video e software specifico su computer o tablet.

La scuola ha un ruolo importante nell'aiutare i genitori a cogliere i segnali di un possibile disturbo dislessico, informarsi e condividere tale diversità di apprendimento del bimbo con la classe spiegando perchè egli abbia bisogno di modalità diverse di insegnamento. Il bambino dislessico può imparare ogni cosa, sono però necessarie tecniche un poco diverse. Fondamentale è la costante comunicazione tra insegnanti e genitori.

Possibili cure o più correttamente percorsi.

Non è possibile curare il disturbo in quanto non patologico tuttavia sono necessari e possibili percorsi riabilitativi e trattamenti logopedici. Lo specialista che si occupa del dislessico effettuare con lui un percorso integrato che prevede interventi coordinati volti a compensare e ridurre il disturbo. I principali supporti sono volti a facilitare un corretto inserimento scolastico, a favorire una piena espressione sociale per aiutare il soggetto dislessico a sviluppare a pieno le proprie potenzialità ed i propri talenti.

Raggiunta una corretta diagnosi grazie all'ausilio di un centro specializzato, in genere si intervenire con programmi specifici e personalizzati  che prevedono l'utilizzo di software riabilitativo specifico, a cui si aggiungono sedute di logopedia.

Con l'aiuto del logopedista il bambino pratica esercizi specifici volti ad insegnare i suoni dei diversi fonemi per permettere una pronuncia corretta delle parole.

Grazie al supporto psicologico il bimbo dislessico  impara ad evitare impropri sensi di colpa o di inadeguatezza che le difficoltà in ambito scolastico potrebbero generare.

Ad oggi i dati a disposizione sottolineano che il percorso debba avere come traguardi i seguenti obbiettivi:

Permettere al bambino di leggere autonomamente ed essere in grado di valutare la propria capacità di lettura (riconoscere gli errori).

I trattamenti odierni ottengono buoni risultati dal punto di vista della riduzione di errori, mentre le tecniche sembrano meno efficaci sotto il profilo della velocità.

L’educazione diretta.

Consiste in un insegnamento fonetico coordinato da una varietà di strumenti quali gli audio libri, i libri digitali o software specifici che consentono la riabilitazione divertendosi. Tra i più noti software per la dislessia “ Il trattamento sub lessicale” offre strategie di lettura multimediali presentate sotto forma di gioco che, grazie alla possibilità di ascoltare la corretta pronuncia dei suoni delle sillabe, delle parole e di brevi racconti, consente al dislessico di riprodurli con maggiore facilità.

Il metodo Davis è un supporto pedagogico di sostegno che mette in risalto le particolari capacità percettive dei dislessici. Esso risolve la confusione delle lettere utilizzando lettere di plastilina, crea con la plastilina un’immagine della parola in modo che il dislessico possa abbinare la parola astratta ad un’immagine mentale, ed incoraggia ad allenare lo spostamento degli occhi da sinistra a destra per consentire una lettura veloce.p

 


Il Centro Liberamente è
Accreditato Regione Marche
per la Diagnosi e
la Certificazione dei DSA 

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